• Super User

    io invece mi chiedo sempre: ma perche con la posta tradizionale è permesso e con l'email no?

    Quale sarebbe la differenza "giuridica"?


  • Super User

    Diciamo che in teoria (e per estensione), anche la posta cartacea pubblicitaria è soggetta alle restrizioni della Legge sulla Privacy. Nel senso che non puoi legalmente mandarmi il tuo catalogo di biancheria intima solo perchè il mio indirizzo è sull'elenco telefonico, per intenderci.

    Non viene troppo aspramente combattuta (direi comunemente tollerata) perchè è sempre a carico del mittente: la creazione di materiale ha un costo (tassato), la spedizione ha un costo (tassato) il destinatario, seppur infastidito, non paga nulla per riceverla.

    Lo spam di fatto è pubblicità non tassata e a carico del destinatario (costo di connessione, costo per valutare se è spam o è la mail di un amico...).

    Interessanti disquisizioni si potrebbero fare sullo spam via Fax, che è ancor più dispendioso e antipatico, per chi lo riceve.

    Cordialmente,
    Stuart


  • Super User

    @Stuart said:

    ..costo di connessione, costo per valutare se è spam o è la mail di un amico...

    questa mi pare una motivazione ragionevole: ma la quintalata di carta che viene buttata ? non ci sono costi di smltimento anche li? Quante saranno le tonnelate di carta trasportata agli inceneritori/smaltitori ogni anno in italia... e tutto a spese dei contribuenti tutti , compresi quelli a cui della pubblicità importava poco e nulla!

    o no?


  • Super User

    @"nbriani" said:

    ma la quintalata di carta che viene buttata ? non ci sono costi di smltimento anche li? Quante saranno le tonnelate di carta trasportata agli inceneritori/smaltitori ogni anno in italia... e tutto a spese dei contribuenti tutti , compresi quelli a cui della pubblicità importava poco e nulla! Assolutamente d'accordo con te.

    Ho come il sentore però che l'obiezione più semplice sarebbe quella che i costi di eliminazione/smaltimento/riciclaggio della posta cartacea sono coperti o ammortizzati dal costo stesso di realizzazione e spedizione.

    Non so, non sono un analista finanziario, lo confesso 🙂

    Cordialmente,
    Stuart


  • Super User

    be a dire il vero i costi di realizzazione vanno a ditte private, il grosso del costo dell'invio alle poste (private) .. mentre la spazzatura la paghiamo tutti ..

    poi dovremmo moltiplicare il tempo per scendere dalle scale e risalire a casa per il numero di cittadini che la ricevono... diciamo 2 minuti x 10.000.000 /anno come media? quanto incide sul PIL tutto sto tempo perso?? :lol:

    ok, scherzavo.. forse è meglio se vado a dormire :ciauz:


  • Super User

    @Stuart said:

    Diciamo che in teoria (e per estensione), anche la posta cartacea pubblicitaria è soggetta alle restrizioni della Legge sulla Privacy. Nel senso che non puoi legalmente mandarmi il tuo catalogo di biancheria intima solo perchè il mio indirizzo è sull'elenco telefonico, per intenderci.

    Si può fare di peggio invece, perchè il cartaceo non è regolamentato come l'invio elettronico, prova ne è l'esistenza di servizi come questo o questo. 🙂


  • Super User

    @"nbriani" said:

    be a dire il vero i costi di realizzazione vanno a ditte private, il grosso del costo dell'invio alle poste (private) .. mentre la spazzatura la paghiamo tutti .. Certo, però esistono IVA e tasse 🙂 ----- anzi: 😞

    @"gero" said:

    Si può fare di peggio invece, perchè il cartaceo non è regolamentato come l'invio elettronico, prova ne è l'esistenza di servizi come questo o questo. 🙂 Agghiacciante!...

    Cordialmente,
    Stuart


  • Super User

    Posso riportare il caso al mio specifico?

    Io non sono un azienda ma un privato che offre un servizio gratuito e no profit a persone che hanno dimostrato il loro interesse generale all'argomento.

    Se io contatto in modo non invasivo, ma una botta e via, delle persone delle quali l'email è stata ottenuta senza sniffer o altri sistemi illegali, ma è pubblica proprio per volontà del soggetto, credo che la comunicazione si possa intendere come il "buone vacanze" che diceva gero.

    E' un pò diverso da un'azienda che manda la sua newsletter o ti spedisce posta a casa o ti riempie la buca delle lettere con i volantini.


  • Super User

    Cavolo, ci si mettono pure le poste!
    E' un'ottima idea a livello puramente commerciale, ma se questo non è spamming..........


  • User Attivo

    Mi allineo con stuart e gero 🙂
    Da quello che so il garante, in generale, interviene se arrivano segnalazioni da più parti e se l'invio di email è recidivo.
    naturalmente va anche valutato il trattamento dei dati personali, che, come ricordava gero, non ci deve essere, e la natura non commerciale del messaggio.

    D'altra parte, se è vero che un messaggio con le buone intenzioni non causa intasamento della propria posta... pensiamo a cosa succede se 100 persone diverse al giorno, seppur animate dalle buone intenzioni, ti inviano un'email. Tempo, banda, energie.

    Per quanto mi riguarda quando ricevo spam, minaccio di denuncia (anche se poi non ho mai agito), e chiedo dove hanno preso il mio indirizzo (che è la cosa che più mi interessa)...
    Ad un'email che mi annunciava l'iscrizione ad una newsletter di mobili 😄 ho chiesto spiegazioni e mi hanno detto che avevano preso il mio indirizzo da questa società... tecsoftwarePUNTObiz :(): :mmm:
    La pagina è visitabile sostituendo il PUNTO 😉


  • Community Manager

    Diciamo che a me piace rispondere agli spammer e mi diverto un casino, quando è possibile.

    Denunciare no, ma ogni tanto a quelli che mi mandano la mail per il servizio SEO poi gli spedisco i link nel forum e alle guide 😄

    Penso che se fossi un avvocato specializzato in web inizierei a lasciare la mia mail dappertutto, così non c'è bisogno più di lavorare 😄

    L'invio automatico non mi piace per niente, ma ho un bel filtro 😉


  • Super User

    @Karapoto said:

    Posso riportare il caso al mio specifico?

    Io non sono un azienda ma un privato che offre un servizio gratuito e no profit a persone che hanno dimostrato il loro interesse generale all'argomento.

    Se io contatto in modo non invasivo, ma una botta e via, delle persone delle quali l'email è stata ottenuta senza sniffer o altri sistemi illegali, ma è pubblica proprio per volontà del soggetto, credo che la comunicazione si possa intendere come il "buone vacanze" che diceva gero.

    E' un pò diverso da un'azienda che manda la sua newsletter o ti spedisce posta a casa o ti riempie la buca delle lettere con i volantini.

    Se contatti un privato o una azienda offrendo un servizio gratuito è sempre una comunicazione commerciale, non è proprio un buone vacanze ;).
    Quindi per le aziende ti consiglio l'opt in (singolo o doppio)
    per i privati il discorso cambia, le scuole di pensiero sono tante ma cmq qualcosa si puo' fare.


  • User Attivo

    @gero said:

    Si può fare di peggio invece, perchè il cartaceo non è regolamentato come l'invio elettronico, prova ne è l'esistenza di servizi come questo o questo. 🙂

    Beh... questi servizi sono del tutto equivalenti al buon vecchio "volantinaggio".
    Non ci vedo nulla di male....